Storia della Sezione
1. Il contesto storico
Le prime associazioni alpinistiche europee nascono nella seconda metà dell’Ottocento: Alpine Club (1857), Österreichischer Alpenverein (1862), Schweizer Alpen Club (1863), Club Alpino Italiano (1863), Deutscher Alpenverein (1869), Club Alpino Francese (1874).
In Alto Adige, le prime sezioni del Deutscher und Österreichischer Alpenverein vengono fondate tra il 1869 e il 1875, tra cui quella di Bressanone nel 1875, grazie a Hans Heiss, Johann Goldiner e Ignaz Peer, con Ferdinand Hechenberger come primo presidente.
Tra il 1880 e il 1914 si assiste a una grande stagione di costruzione di rifugi in quota, tra cui Bicchiere (1893–1894), Schlüterhütte (Genova) ed Edelrauthütte (Ponte di Ghiaccio.
Dopo l’annessione dell’Alto Adige all’Italia, le sezioni altoatesine dell’Alpenverein diventano autonome ma, nel 1923, il regime fascista ne ordina lo scioglimento e la confisca dei beni, poi trasferiti al CAI.
2. La nascita della Sezione CAI Bressanone
La sezione nasce in un contesto politico molto delicato. Bolzano si era già costituita nel 1921; Bressanone, Merano e Brunico vengono riconosciute dal Comitato nazionale CAI il 2 dicembre 1923, con presidenti già indicati.
Tuttavia, fonti ufficiali CAI riportano sempre la costituzione al 1924, anno in cui il CAI conta 71 sezioni e 33.769 soci. La ragione della discrepanza è la scarsità documentale: numerosi atti sono andati perduti durante la Seconda guerra mondiale e a causa dei frequenti traslochi della sede.
L’avvocato Augusto Cesa Bianchi (milanese, alpinista, profondo conoscitore dell’Alto Adige) è il primo presidente. Una sua lettera del 5 febbraio 1924 annuncia formalmente la costituzione della sezione—data che conferma il 1924 come anno di nascita operativa.
Nel gennaio 1924, il Consiglio nazionale introduce per le sezioni altoatesine una clausola che assegna ampi poteri alla sede centrale in caso di deviazioni dall’indirizzo nazionale: una tutela mal accolta ma mai applicata.
3. I primi decenni di attività
Nonostante il clima politico, il CAI Bressanone promuove ideali chiari—amore per la montagna, sicurezza, rispetto della natura—e attrae anche soci di lingua tedesca.
La sezione possiede il Rifugio Plose e gestisce i piccoli rifugi Bressanone e Lago Pausa (Fritz Walde) fino all’inizio della Seconda guerra mondiale, quando vengono abbandonati.
Il Rifugio Plose
1884: l’Alpenverein decide la costruzione;
1887: inaugurazione, circa 20 posti letto;
1905–1907: ampliamento e modernizzazione;
Dopo la Grande guerra: il CAI Bressanone riprende la gestione;
1929–1945: gestione Vallazza (prima Beniamino, poi il figlio Carlo);
1943–45: requisizione da parte di reparti nazisti.
L’evoluzione organizzativa
1926: la sezione viene rinominata “Brennero” per imposizione del regime;
1931: diventa sottosezione della sezione Alto Adige (poi Bolzano dal 1933);
Con la guida del dott. Orfeo Cesaro nasce nel 1931 una tradizione ancora attiva: la Sagra della Plose.
1938: Cesaro è destituito perché non “allineato” politicamente.
1939–1941: presidente Ruggero Casellato.
12 agosto 1942: il presidente generale CAI Angelo Manaresi nomina Amedeo Trevisan presidente.
Nel frattempo il regime fascista trasforma pesantemente il CAI: riduzione dell’autonomia, trasferimento della sede a Roma, nuovo nome (Centro Alpinistico Italiano) e modifica dello stemma.
4. Dal dopoguerra alla rinascita
Dopo il 1945, il CAI Bressanone ricostruisce attività, rapporti e patrimonio sociale. Nascono e si consolidano nuove realtà:
Rifugio Plose – ampliamenti moderni
Anni ’60: ampliamento che triplica la struttura, promosso dal presidente Remo Letrari;
1964: inaugurazione del nuovo edificio (55 posti letto, riscaldamento centralizzato);
1972–1976: costruzione dell’acquedotto con l’aiuto degli alpini della Tridentina;
2003: ampliamento della terrazza sud;
2025: attuazione di nuovi interventi di ristrutturazione e ammodernamento.
Coro Plose
Fondato nel 1964 da Carlo Bertoldi e Gianfranco Pasotto, accende una nuova stagione culturale nella sezione.
Il Soccorso alpino
Nel 1954, su iniziativa del presidente Remo Letrari, nasce a Bressanone la prima squadra ufficiale di soccorso alpino d’Italia, formata da uomini addestrati e pronti all’impiego.
Gli altri rifugi della sezione
Rifugio Genova (Schlüterhütte)
1946: la sezione CAI Bressanone conclude una convenzione con il CAI Genova per la gestione;
Avvio immediato di lavori logistici e organizzativi.
Rifugio Ponte di Ghiaccio (Edelrauthütte)
1955: concessione ufficiale della gestione al CAI Bressanone;
Importanti opere di risanamento;
Materiale trasportato anche grazie al supporto dell’esercito.
La sezione li gestirà entrambi fino al 2010.
6. I Presidenti della Sezione CAI Bressanone
Augusto Cesa Bianchi (1924–1931)
Orfeo Cesaro (1931–1939)
Ruggero Casellato (1939–1941)
Amedeo Trevisan (1941–1945)
Ludovico Cappelletti (1945–1946)
Marcello Refatti (1946–1948)
Remo Letrari (1948–1972)
Lino Franchini (1972–1976)
Franco Titton (1976–1977)
Vinicio Sarti (1977–1989)
Vittorio Pacati (1989–1997)
Annibale Santini (1997–2007)
Pietro De Zolt (2007–2018)
Guido Peluso (2018–2025)
Alessandro Fuschini (2025–in carica)














7. Fonti
Rivista mensile del CAI, consultazione archivio sezionale
Montagne senza confini, Fausto Ruggera (1994)
Testimonianze interne e documentazione storica della sezione
